E’ da un po’ di tempo che su tutti i quotidiani ci si imbatte in foto ed articoli su Cristiano Doni a causa dell’indagine “Last Bet” riguardante il calcio scommesse.

Tempo fa il talentuoso centrocampista dell’Atalanta aveva rivelato la sua passione verso i giochi di poker e il blackjack e di voler visitare Las Vegas al termine della carriera calcistica: “E’ la prima mossa che farò il giorno che finirò con il pallone. Sono troppo incuriosito all’idea di vederla e di viverla”, aveva ammesso in un’intervista. Inoltre aveva aggiunto di essersi avvicinato al poker 5 anni fa, come molti altri personaggi noti, a conferma che il gioco d’azzardo abbia sempre più fascino oggigiorno.

Doni è quindi uno dei tanti sportivi che si rifugiano nelle poker room per dar sfogo al proprio agonismo. A suo compiacimento, l’ex giocatore della nazionale aveva altresì dichiarato nella stessa intervista, che al fine di migliorare, approfondisce molto e sfida alcuni giocatori professionisti con i quali ha poi stretto amicizia. Il suo tavolo di poker dei sogni? Con Phil Ivey, Daniel Negreanu e ovviamente Vieri, anch’esso appassionato del texas holdem, amico di vecchia data e con il quale Doni ha giocato nel team di PokerStars.
Vedremo se il gioco d’azzardo e il poker cattureranno ancora lo sguardo di altri personaggi famosi non solo dello sport …

Gian Piero Gasperini torna a parlare dalla trasmissione su Rai1 “5 minuti di recupero”. Sono trascorse ormai un paio di settimane dalla conclusione della non certo brillante avventura nerazzurra e il Gasp distribuisce le colpe tra sè e Moratti.

L’importanza dell’esperienza: “Quello che è accaduto è importante, le esperienze negative ti insegnano più di quelle positive, ma poi bisogna mettere punto ed essere pronti a ripartire”.

Una squadra disponibile: “Sulla squadra si son dette tante cose ma escluderei i giocatori per onestà nei loro confronti, anche perchè mi hanno sempre dato grande disponibilità. Il problema è che non eravamo pronti, tanti giocatori erano rimasti fermi l’anno scorso e abbiamo avuto un agosto molto difficoltoso. Ma per impegno e serietà i giocatori sono sempre stati da ringraziare. Io e la società, invece, abbiamo fatto una brutta figura”.

Una partita incerta (la sconfitta 4-3 con il Palermo): “Ho allenato tanti anni e per me l’aspetto tattico non è mai stato un problema, forse il mio sistema di gioco non era condiviso dalla società e non dimentichiamo che a Palermo siamo stati anche sfortunati. Ci sono stati alcuni episodi che potevano andare diversamente e che potevano portare a risultati diversi. La stessa cosa vale per la partita contro la Roma, ma le critiche sono sempre state eccessive”.

Uno scetticismo della società mai appianato ed un presidente troppo partecipe: “In quel momento nessuno ha preso posizione nei miei confronti a dimostrazione che forse non c’era convinzione e c’era un pò di scetticismo, ma con il presidente non ci sono mai stati problemi. Lui ama moltissimo la sua squadra, le sue dichiarazioni non hanno mai secondi fini. Però se dice che preferisce che la difesa giochi in un certo modo o che deve giocare Pazzini per Milito, bè non è che parli uno qualunque, quindi qualche problema crea”.

Una preparazione inadeguata: “la situazione estiva che non era ben definita, una squadra come l’Inter deve fare una preparazione diversa, deve essere pronta quando iniziano le partite, non si può lavorare con mezzo organico pronto e l’altro mezzo che deve ancora iniziare la stagione”.

Una ricerca di rimedi e soluzioni mai trovate: “Forse lui (Benitez) ha avuto problemi con lo spogliatoio, difficoltà nei rapporti, io no, le nostre vicende sono differenti. Però dovevo far fronte alla situazione e trovare rimedi diversi”.
… “alla fine le squadre che giocano meglio sono quelle che alla lunga ottengono i migliori risultati”.

Una delle novita’ piu’ rilevanti della nuova stagione calcistica 2011-2012, per quanto riguarda gli accordi tra club e sponsor, e’ sicuramente la nuova partnership tra la Sampdoria, storica e prestigiosa societa’ del calcio nostrano temporaneamente “prestata” al campionato cadetto, e Gamenet Spa, concessionaria AAMS per gli apparecchi con vincita in denaro.

L’azienda, operante nel settore delle slot machine e videolottery (ne gestisce piu’ di 60000 sul nostro territorio), prevede di entrare in borsa nell’arco di non molto tempo, ed e’ forse per questa ragione che ha scelto il mondo del calcio per diffondere il proprio marchio.

L’accordo con la Samp e’ il primo fatto dalla societa’ con una squadra di calcio (al club genovese e’ poi seguito il Pescara Calcio), e sicuramente soddisfa entrambe le parti, in quanto se da un lato il Doria potra’ avvalersi di una collaborazione commerciale al di fuori di quella ormai tradizionale con la ERG, dall’altro Gamenet potra’ far conoscere il proprio nome e i propri prodotti attraverso un mondo, quello del calcio, che nel nostro Paese attira moltissime attenzioni su di se’.

Due sfide appassionanti, dunque; da un lato quella di fare sempre piu’ strada in un mercato via via piu’ competitivo quale quello dei giochi d’azzardo (compresi poker e casino online), dall’altra quella di ritrovare nel piu’ breve tempo possibile la serie A perduta.

E’ tempo di bilanci per il calcio italiano. Con la Coppa Italia si è conclusa una stagione che ha visto le squadre milanesi trionfare nelle due principali competizioni nazionali (Campionato di Serie A, vinto dal Milan, e Coppa Italia, andata ai cugini dell’Inter). Sul versante europeo è stato un anno difficile per le nostre squadre. In Champions League, l’Inter, chiamata a difendere il titolo di Campione d’Europa, è uscita ai quarti di finale per mano dei tedeschi dello Schalke 04. Peggio dei nerazzurri hanno fatto sia la Roma che il Milan, fuori agli ottavi, mentre la Sampdoria non è riuscita a superare i preliminari. In Europa League, solo il Napoli è riuscito a superare la fase a gironi, ma è stato poi eliminato ai sedicesimi dagli spagnoli del Villareal.

A tenere banco per i prossimi mesi saranno le trattative di calcio mercato. Le dirigenze dei club più importanti sono già al lavoro per rafforzare l’organico e per preparare la prossima stagione. I quattro team che rappresenteranno l’Italia nel massimo torneo continentale nel 2012 saranno Milan, Inter, Napoli e Udinese. Occorre ricordare che l’edizione 2012 della Champions League sarà l’ultima con 4 nostre squadre ammesse, per via del declassamento dell’Italia nel ranking Uefa.

Tra l’altro, è notizia degli ultimi giorni, si profila un nuovo grande scandalo per il calcio nostrano, con l’affare del calcio scommesse, nel quale è coinvolto anche l’ex bomber di Lazio e Bologna Beppe Signori.

Il prossimo appuntamento ufficiale a livello di calcio giocato è Italia-Estonia di domani, valida per le qualificazioni ai prossimi Europei. Il 6 Agosto, invece, Milan e Inter si sfideranno a Pechino nel derby, per aggiudicarsi la Supercoppa Italiana. Ma per gli appassionati di calcio durante l’estate ci sarà la possibilità di seguire diversi altri eventi internazionali, fra cui la Coppa America e gli Europei Under 21, nonché i Mondiali Under 17 e Under 20.

Auguriamo a tutti i lettori una buona estate e diamo loro appuntamento a dopo le vacanze!

L’Inter si aggiudica la Coppa Italia contro il Palermo, in una finale piena di emozioni. Gran bella atmosfera allo stadio Olimpico di Roma per l’ultimo appuntamento della stagione calcistica.

I due tecnici devono fare fronte ad alcune assenze pesanti: Maicon e Cambiasso da una parte e Bovo e Bacinovic dall’altra. Leonardo opta per la coppia Pazzini-Eto’o davanti, con Sneijder subito dietro, mentre Delio Rossi risponde con Hernandez unica punta, supportato da Pastore e Ilicic.

Nemmeno un minuto e il Palermo si rende pericoloso con un diagonale di Hernandez al lato. I siciliani, spinti da più di 35 mila tifosi, sono aggressivi, mentre l’Inter preferisce fare possesso palla. Al 17′ Palermo vicino al gol: uno-due Pastore-Ilicic, il talento argentino si presenta a tu per tu con Julio Cesar, ma si allunga il pallone. Al 26′ arriva la zampata di Eto’o: il Palermo perde palla a centrocampo, Sneijder serve bene il centravanti camerunense, che da sinistra non perdona e fa 1-0. Al 32′ Julio Cesar è costretto agli straordinari su una deviazione di Chivu, in seguito ad una pericolosa azione d’attacco del Palermo. Al 43′ Hernandez sfrutta un’indecisione di Chivu, ma il tiro non è efficace. E’ l’ultima emozione di un intenso primo tempo.

Subito al tiro Balzaretti nel secondo tempo, ma Julio Cesar controlla. E’ un Palermo particolarmente determinato. Al 54′ Rossi aumenta il peso offensivo dei suoi, inserendo Miccoli per Acquah. Al 59′ Pastore pennella un pallone per la testa di Miccoli, il quale costringe Julio Cesar ad un difficile intervento. I rosanero insistono con gli attacchi e la difesa dell’Inter è in affanno, ma tiene. Pastore, ispirato, smista palloni, ma il Palermo pecca in fase realizzativa. Il 2-0 per l’Inter arriva al 76′: ancora Eto’o, sempre servito da Sneijder, fulmina Sirigu dalla destra. Bel tiro a giro poi di Sneijder, Sirigu vola e dice no. Il Palermo accorcia all’88′ con Muñoz, lasciato libero di colpire di testa a centro area, da calcio d’angolo. E’ ancora l’Inter, però, che prima colpisce la traversa con Eto’o su punizione e poi piazza il colpo del k.o. con Milito: Pandev, facilitato da un errore di Cassani, mette in mezzo per l’argentino, che realizza il 3-1 poco prima del fischio finale.

Palermo generoso, Inter cinica e spietata, specie con i suoi attaccanti. Alla fine, lacrime per i giocatori di Delio Rossi e grande festa per i nerazzurri.

Nella finalissima di Londra, il Barça si impone per 3-1 sul Manchester United e si laurea campione d’Europa per la quarta volta. Partita risolta nel secondo tempo, dopo una prima frazione sostanzialmente equilibrata.

Sir Alex Ferguson sceglie il 4-4-2 con Hernandez e Rooney davanti, mentre Guardiola, come previsto, dà spazio a Pedro, Villa e Messi. Assente di lusso fra i catalani il capitano Puyol, non in perfette condizioni.

Parte subito aggressivo il Manchester. Nei primi 10 minuti, i Red Devils (stasera in bianco) prendono d’infilata la difesa del Barcellona un paio di volte e Valdes deve uscire con qualche affanno. La prima vera palla gol, però, è del Barça. Pedro prende il tempo alla retroguardia inglese, si infila, ma non riesce a deviare in porta. Il Barcellona appena può mette in mostra le sue grandi qualità nel palleggio. Villa ci prova due volte nel giro di 2 minuti: al 20′ (controllo e tiro, fuori) e al 21′ (diagonale parato da Van Der Sar). Al 27′ arriva il vantaggio spagnolo. Nasce da una azione in verticale sull’asse Iniesta-Xavi, con quest’ultimo che vede Pedro libero a destra e lo serve. L’attaccante calcia sul primo palo e batte Van Der Sar. La risposta del Manchester non si fa attendere. Al 34′ gli inglesi recuperano palla su rimessa laterale. Rooney triangola prima con Carrick e poi con Giggs e poi conclude con un preciso destro che non lascia scampo a Valdes. 1-1. Al 43′ Messi va via e offre a Villa, che rimette al centro, ma non raggiunge Messi di poco. Si va al riposo sul pari.

Il Barça riparte deciso e dopo 9′ Messi mette il suo sigillo sulla finale: l’argentino lascia partire un sinistro non angolatissimo, ma improvviso, che sorprende Van Der Sar. Dopo il raddoppio il Barcellona staziona stabilmente nella metà campo avversaria e il Manchester fà fatica ad organizzare una reazione. Al 69′ Villa, da appena fuori area, piazza il pallone dove Van Der Sar non può arrivare e di fatto chiude i conti: 3-1. La reazione del Manchester è affidata a Rooney, che però non è preciso nella conclusione. All’84′ l’ultimo tentativo è di Nani: rasoterra che finisce sul fondo.

Trionfo blaugrana dunque. Una straordinaria prova di forza della squadra di Guardiola, il quale in 3 anni di gestione ha perso appena 13 partite su 180. Una squadra a detta di molti fra le più forti di tutti i tempi. A confermarlo è lo stesso Ferguson, che a fine partita ha dichiarato “questo è il più forte avversario che abbia mai affrontato”.

Tutto pronto a Londra, dove stasera gli inglesi del Manchester United e gli spagnoli del Barcellona si giocano la Champions League in una grande cornice di pubblico. Si affrontano quelle che a detta di tutti sono le migliori squadre al mondo. Tante le stelle in campo e svariati i motivi di interesse intorno alla sfida.

Entrambi i club hanno vinto 3 Champions nella loro gloriosa storia. Il Barça ha addirittura disputato 6 finali, mentre gli inglesi ne hanno giocate 4. L’unica finale persa per il Manchester è quella del 2009, proprio contro i blaugrana. Si tratta dunque di una vera e propria rivincita, a due anni di distanza. Nella finale di Roma di due fa decisero Eto’o e Messi.

Si affrontano la miglior difesa del torneo (quella del Manchester con solo 4 reti subite) e il miglior attacco, quello spagnolo, a segno 27 volte. I favori del pronostico sono leggermente dalla parte del Barcellona, ma i Red Devils di Sir Alex Ferguson possono contare sul fatto di giocare in Inghilterra e sicuramente venderanno cara la pelle. I due più attesi sono sicuramente Leo Messi e Wayne Rooney, ma molti, da una parte e dall’altra, i giocatori di grande spessore che potrebbero fare la differenza. I due allenatori, gli stessi che erano alla guida dei due team nel 2009, hanno dato l’impressione di avere le idee chiare riguardo la formazione da adottare. Diversi, però, i punti da chiarire riguardo uomini e moduli, soprattutto nello schieramento inglese. Pep Guardiola infatti, a meno di clamorose sorprese, dovrebbe affidarsi al collaudato 4-3-3, con Xavi, Busquets e Iniesta a centrocampo e Pedro, Villa e Messi davanti. Ferguson, invece, potrebbe adottare un prudente 4-5-1 con Rooney unica punta, oppure un più classico 4-4-2. A livello di uomini, sicuri di un posto dovrebbero essere i difensori Ferdinand, Evra e Vidic, il portiere Van Der Sar (alla sua ultima gara in carriera), Valencia, e il già citato Rooney in attacco. Diversi i dubbi, ad esempio fra Fabio e Rafael (con il primo favorito) e fra Carrick e Fletcher. Per il Manchester si tratta della terza finale in quattro anni. 90 mila gli spettatori sugli spalti e circa 115 milioni davanti agli schermi, per il più importante avvenimento calcistico dell’anno.

Finisce la stagione calcistica per il Campionato 2010 – 2011 e per le Coppe Europee, ma l’estate arriva con tanti eventi sportivi interessanti. In Italia, da ormai qualche hanno, le WSOP rappresentano un evento pokeristico molto seguito, soprattutto grazie alle performance di giocatori italiani come Luca Pagano o Max Pescatori negli anni passati e ora soprattutto Filippo Candio che nel 2010 ha addirittura raggiunto il tavolo finale e si è portato a casa qualcosa come 3 milioni di dollari.

Le WSOP (World Serie of Poker) sono considerate nel loro complesso, il più prestigioso e grande evento di poker nel mondo e si giocano ogni anno da più di 30 anni a Las Vegas.

Quest’anno, le WSOP iniziano il 31 Maggio e dureranno 50 giorni, nei quali si giocheranno 58 tornei con un buy-in che varia dai $500 ai $50.000.

L’evento prevede l’arrivo di migliaia di giocatori di poker provenienti da tutto il mondo, basta ricordare che nel 2010, si registrarono più di 74,000 persone. Le WSOP possono essere seguite Live su ESPN come qualsisi altro evento sportivo.

Quest’anno però, gli organizzatori aspettano l’ultimo momento per confermare la lista dei partecipanti. Infatti alle WSOP arrivano da ormai diversi anni molti giocatori di poker online, che sono riusciti a vincere i tornei satellite online ed aggiudicarsi così un posto sui tavoli da poker di Las Vegas. Il problema è che molti di loro stanno ancora aspettando conferma dopo il famoso Black Friday, nel quale il governo USA ha chiuso 3 sale di poker online dove si svolgevano appunto le qualificazioni per aggiudicarsi un posto alle WSOP.

Si aspetta quindi la lista finale dei partecipanti, ma siamo fiduciosi che sarà tutto pronto per il 31 Maggio a Las Vegas.

La Lazio fa poker a Lecce e aggancia l’Udinese in classifica. Sono i friulani, però, a qualificarsi per la prossima Champions League, in virtù di una miglior differenza reti.

Allo Stadio di Via Del Mare, Reja schiera un 4-3-1-2, con Hernanes dietro Rocchi e Zarate. De Canio risponde con Di Michele unica punta, supportato da Piatti.

Una Lazio subito determinata va in gol dopo appena 7 minuti con il capitano Rocchi, che scatta sul filo del fuorigioco e batte Benassi di sinistro. Il Lecce non ci sta e pressa, ma la Lazio può approfittarne in contropiede. I diversi capovolgimenti di fronte rendono la gara divertente. Al 17′ il Lecce va vicino al pari con Piatti, ma il difensore Dias salva per la Lazio. 5 minuti più tardi Zarate colpisce il palo con una conclusione in diagonale. Al 29 è Coppola, invece, che salva il Lecce su un tentativo di Rocchi. Proprio Coppola, al 33′, beffa Muslera con un bel pallonetto al volo, dopo un inserimento in area. Il pareggio dei salentini, però, dura solo 2 minuti: Rocchi serve Zarate, che di destro non lascia scampo a Benassi. Dopo il gol la Lazio cerca di arrotondare, ma è invece il Lecce che trova ancora il gol, con Piatti, bravo a mettere nell’angolino con il sinistro. Si va al riposo sul 2-2.

Nella ripresa subito un’occasione per parte: Zarate per la Lazio (esterno della rete) e Corvia e Munari per il Lecce, che mancano entrambi la deviazione vincente. Le emozioni si susseguono. Al 7′ Benassi atterra Rocchi in area: penalty e rosso per l’estremo difensore del Lecce. Dal dischetto Zarate fa 3-2. Al 13′ Corvia ci prova dal limite per il Lecce, senza fortuna. Il quarto gol per la Lazio arriva da calcio d’angolo. Vives tenta di intervenire, ma mette invece nella propria porta. Il Lecce paga l’inferiorità numerica e la Lazio cerca di dilagare. I padroni di casa, però, vogliono ancora dire la loro e Muslera è chiamato a più di un intervento. Chevanton, in particolare, fra i più attivi nelle file giallorosse. Il risultato tuttavia non cambia. La Lazio ottiene 3 punti, ma deve accontentarsi dell’Europa League. Il Lecce, nonostante la sconfitta, festeggia la salvezza davanti ai propri tifosi.

Ancora una doppietta, dopo quella contro il Cesena, per l’attaccante dell’Inter, che arriva a quota 17 gol. Buona anche la prova di Nagatomo, autore del terzo gol dei nerazzurri. Il Catania, privo di Maxi Lopez, ha badato soprattutto a difendersi.

L’Inter vuole chiudere facendo bella figura davanti al proprio pubblico. Le intenzioni dei padroni di casa si capiscono dalle prime battute: all’8′ un tiro di Kharja si stampa sulla traversa. Poco più tardi (minuto 15) Giampaolo Pazzini ha la palla buona per il vantaggio: Kharja vince un rimpallo, il pallone finisce a Pazzini, che si fa trovare pronto e di prima intenzione batte Campagnolo con il destro. Al 27′ Eto’o va al tiro dopo un doppio passo, ma la conclusione è troppo debole e centrale. Non succede molto altro nei primi 45′.

Dopo nemmeno 5 minuti nella ripresa, Pazzini fa il bis. Milito, in veste di assist-man, mette un ottimo pallone in area dalla destra. Pazzini, lasciato troppo solo, non ha difficoltà a mettere dentro. Il Catania, leggermente più propositivo rispetto alla prima frazione, si affaccia dalle parti di Castellazzi con Bergessio, che al 10′ conclude dal limite, ma il portiere dell’Inter si allunga sulla sua destra e para. Al 18′ è Nagatomo a firmare il terzo gol, con un bel destro che Campagnolo non riesce ad intercettare. Tre minuti più tardi, Pablo Ledesma realizza il gol della bandiera per i siciliani. L’argentino si infila nel cuore dell’area dell’Inter e, dimenticato dai difensori, brucia Castellazzi in uscita. Chivu, di testa, al 23′ potrebbe fare 4-1, ma il portiere del Catania dice no. L’ultima occasione per l’Inter è al 26′, quando Milito da due passi non trova la deviazione vincente. Finisce 3-1, con l’Inter che termina il campionato al secondo posto, con 76 punti. Per il Catania senz’altro un’annata da ricordare: salvezza ottenuta con due giornate di anticipo e record di punti in Serie A.

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